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24800 RICETTE gratis |
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Cucina Etnica |
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Non è sicuramente facile ,ma voglio provarci ugualmente ad addentrarmi nella cucina più tradizionale di Sassinoro.-E' ovvio che la mia vuole soltanto essere una analisi che prende lo spunto da quella che è la cucina tipica dei nostri giorni ovvero della quotidianità. Penso che la base della cucina , qualunque essa sia ,appare pressochè uguale nella maggiranza delle ricette. A partire da un passato non lontano diciamo dagli anni 40-50 e ancora oggi è presente l'uso di alcuni ingredienti. Proprio quest'ultimi portano a fare una una grande distinzione tra cucina tradizionale (più legata alla ricetta) e cucina tipica (più legata alle materie prime) , sostanzialmente sembra simile ma in reraltà , come è il territorio italiano dove bastano un centinaio di km per trovare o notare differenze culinarie , questo concetto mi sembra da non sottovalutare . A spiegarmi ancora meglio, noi che viviamo in Campania abbiamo sicuramente una cucina di base regionale come appartenenza ma, vista la nostra ubicazione possiamo dire di avere influenze dal vicino Molise. |
LA CACCHIARELLA Si ammassava farina di granturco con acqua e sale senza lievito e si infornava. Quando la cottura era al punto giusto si tirava fuori e veniva tagliata in due in orizzontale, veniva condita con uno "sdrusc'e " d'aglio con aggiunta di olio e origano e si rimetteva di nuovo in forno. Era cotta quando la superficie era ben dorata da sfornare e servire a tavola o mangiarla, come era d'uso, spezzettata stando vicino al fuoco. LA PIZZA DI GRANTURCO Il procedimento è quasi simile alla cacchiarella con l'aggiunta nella fase di ammasso di cicoli di maiale e peperoncino. Si faceva un piano, nel focolare, con foglie di castagno, e vi si adagiava sopra l'impasto ottenuto spianato a mò di pizza e coperto con una cappa simile ad un coperchio o una latta-stagna e si copriva con cenere e fuoco. Si cuoceva in circa 40'. LA PANICCELLA Anche in questo caso la base e il procedimento è simile ai precedenti ....talvolta veniva fatta con ciò che ne rimaneva delle precedenti, comunque una volta cotta veniva fatta a pezzettoni si ponevano insieme a verdure di campo ( rape , bietole, cicorie, ecc.) che già erano in cottura in una padella di creta. Solo da sedersi e gustare . LA CIABOTTA Questo era un piatto strettamente legato alla stagione in cui vi era la possibilità di reperire gli ingredienti come : patate, melanzane, peperoni, cipolle, zucchine, pomodori e qualche foglia di basilico . Tagliati tutti gli ingredienti a pezzettoni si ponevano sempre nella solita padella di creta dove un leggero soffritto aspettava il resto per bollire fino ad aggiungere il pomodoro e bollire ancora per un totale di circa 50'. LE CICERCHIE Questo era un piatto dalla provenienza molisana , il procedimento preparatorio è simile a tutte le altre leguminose solo che allora si cuocevano in una pentola in cotto " pignat'a" e appena cotte si preparava un soffritto di cipolla con cui venivano condite. ACQUA COTTA Per questa ricetta , forse è tra le più semplici, ha come ingredienti pane raffermo, olio di oliva,cipolla qualche foglia di mentuccia selvatica ed in pratica una volta tagliato il pane a pezzettoni si pone in una zuppiera mentre in un lt. circa di acqua con l'aggiunta di sale la cipolla e la mentuccia si porta ad ebollizione e cottura la cipolla (circa 20') . Una volta pronta si versa sul pane , si aggiunge l'olio di oliva e si serve ben calda. In alcune varianti veniva aggiunto anche un uovo sbattuto. |
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Frittelle di NATALE |  |
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Ingredienti per 4 persone |
30 gr. di lievito di birra, 3/8 di litro di latte circa, due uova, 40 gr. di zucchero, un pizzico di cannella, raschiatura di limone, 500 gr. di farina, rum, 30 gr. di uva sultanina, 30 gr. di uva passa, 30 gr. di pinoli, olio. |
Preparazione |
sminuzzare il lievito in terrina e scioglierlo con un po' di latte tiepido; mescolarlo poi assieme alle uova, zucchero, cannella e limone; aggiungere farina, sale e tanto latte tiepido, da arrivare a pastella densa come crema scorrevole; sbattere l'impasto per una ventina di minuti, poi incorporare il rum e aggiungere all'impasto l'uva e i pinoli. Riscaldare l'olio in padella e con un cucchiaio di metallo bagnato d'acqua prendere la massa a cucchiaiate e friggerle lentamente nell'olio. |
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Pastiera Napoletana |  |
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Ingredienti per 4/6 persone Occorrente: Per la cottura del grano 180 grammi di grano bagnato 40 cc di latte fresco un cucchiaio di strutto la scorza di un'arancia vaniglia zucchero quanto basta Per il ripieno 250 g di ricotta 180 g di zucchero 3 uova 80 g di canditi (scorze di cedro e di arancia, zucca) cannella Per la pasta frolla 220 g di farina 130 g di strutto 70 g di zucchero un tuorlo d'uovo |
Preparazione: |
Mettere i chicchi di grano a bagno in acqua fredda per una decina di giorni cambiando l'acqua almeno ogni due giorni. Il grano così ottenuto andrà poi scolato un giorno prima della preparazione della pastiera e cotto nel latte insieme allo strutto, alla buccia d'arancia, alla vaniglia e allo zucchero. Cuocere a fuoco basso per circa quattro ore, fino a quando si sarà formata una specie di crema e i chicchi appariranno aperti e un poco sfatti. In commercio è comunque disponibile il grano già bagnato e cotto. Passare la ricotta al setaccio e mescolarvi lo zucchero. Unire i tuorli d'uovo uno alla volta mescolando con un cucchiaio di legno. Aggiungere il grano bagnato cotto il giorno prima, la frutta candita e tagliata a dadini, un pizzico di cannella e infine gli albumi montati a neve fermissima. Preparare la pasta frolla, mettendo la farina sulla spianatoia e ponendole al centro lo strutto, lo zucchero, il tuorlo d'uovo e un pizzico di sale. Lavorare rapidamente l'impasto fino ad avere una massa uniforme e liscia. Coprirla e farla riposare per un'ora. Dividere la pasta frolla in due sfoglie disuguali e con la più grande foderare una tortiera. Versare il ripieno, livellare e ricoprire con strisce ricavate dalla seconda sfoglia e disposte a griglia. Cuocere a 180°C per circa un'ora, fino a quando la superficie della pastiera apparirà ben dorata. |
Torta Pasqualina |  |
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Ingredienti per 4/6 persone Occorrente: 500 grammi di farina tre mazzi di bietole un bicchiere di formaggio grana grattugiato 4 cucchiai di pecorino grattuggiato quattro uova 500 gr. di ricotta romana burro olio di oliva e sale |
Preparazione: |
Mettere sulla spianatoia la farina, fare un incavo nel mezzo e versare cinque cucchiai d'olio extravergine di oliva, sale e mezzo bicchiere d'acqua. Impastare in modo da ottenere una pasta morbida e liscia. Coprire con un tovagliolo e lasciare riposare per un'ora. Pulire e lessare le bietole per 6 minuti in acqua bollente e salata; scolarle accuratamente e farle saltare in padella con una noce di burro. Quindi passarle al setaccio e mettere due terzi del formaggio, la ricotta, e amalgamare bene il tutto. Dividere la pasta in più parti, stendere ciascuna di queste in tante sfoglie sottili di diametro circa 20 cm. Ungere lo stampo d'olio, adagiare una prima sfoglia e spennellarla di olio, mettere la seconda, ungerla e continuare così fino alla metà delle sfoglie. A questo mettere l'impasto di bietole e ricotta, fare nel composto quattro incavi, in ognuno dei quali porre un uovo leggermente salato. Spolverare con il rimanente formaggio e ricoprire con le rimanenti sfoglie di pasta spennellate con l'olio. Ungere anche l'ultima sfoglia, bucherellarla con uno stecchino e infornare per un'ora a 180°. Si può mangiare sia calda che fredda. |
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