C U L T U R A
 
 
 
 S E F I A R T
 STORIA
 TRADIZIONI
 CULTURA
 SASSINORO BAND
 ORCHESTRA DI FIATI
 TEMPLARI a SASSINORO
 FOTO IN LIBERTA'
 FOTO GALLERY
 FOTO GALLERY 1
 FOTO GALLERY 2
 FOTO GALLERY 3
 FOTO GALLERY 4
 FOTO GALLERY 5
 FOTO GALLERY 6
 FOTO GALLERY 7
 FOTO GALLERY 8
 IL MINESTRONE
 CUCINA e .......
 GUESTBOOK
 SHOPPING....

" Abbiamo due ideali, due cuori cui pensare costantemente e affettuosamente: il Santuario e la Parrocchia " .......una frase emblematica estrapolata dall'autore Paolo Mastracchio dai bollettini del Santuario tale da esserne il titolo del libro presentato il 14 Agosto 2007 presso il Santuario di S.Lucia nel ricordo del centenario della nascita del Sac. Don Nicola Notarmasi .



L'autrice narra di una splendida adolescente"Giulia", piena di interessi, che adora i libri e la buona musica; che si lascia cullare dalle note di Chopin prima di addormentarsi e che ama la vita con tutta se stessa.
 Così come spesso accade nei momenti meno aspettati, qualcosa cambierà le sue giornate. Un semaforo, si un semaforo sarà il "colpevole" dell'incontro con Emanuele, il ragazzo perfetto con occhi neri e profondi. Gli occhi il primo contatto: intensità di sguardi che celano una passione travolgente. Un amore con la "A" maiuscola , quello che si prova una volta sola, forse. In modo tenero e profondo questo sentimento si insinua nei cuori e nell'anima di questi due ragazzi. La tenerezza, i sorrisi, i baci rubati, le telefonate ad ogni ora, bigliettini e posti segreti, la voglia incontenibile di vedersi, le gelosie e qualche lacrima amara sono gli ingredienti di questa storia.
Un amore importante che lascia senza fiato e che può solo essere " infinito ".
La vita e il destino si intrecciano in una spirale dalle ragioni oscure, lasciando intravedere solo i petali di una rosa rossa.
                                                              Immagine di copertina di Irene Apollonio                      
 
 
L'autrice presenterà la sua opera letteraria il :
27 Giugno 2007,alle ore 18.00 presso la libreria "Tra le Righe" in Viale Gorizia 29-ROMA
29 Giugno 2007, alle ore 19.00 presso la libreria " Almayer" in Via Roma - MORCONE
14 Luglio 2007 , alle ore 18.00 presso il Bar " Brisotti "C.so V.Emanuele,35       CAMPOBASSO
 6 Settembre 2007, tra le 20.30 e 22.30 intervista all'autrice nella trasmissione radiofonica
    " La Luna e i Falò" - Nuova Spazio Radio   ( FM 88.150 ) 


IL  TRATTURO E LA CASINA ROSSA
 
 
Per chi non li conosce, i tratturi
son strade di campagna lunghe e larghe,
che dagli Abruzzi portano alle Puglie,
usate per tanti anni dai pastori.
 
Le strade sono usate dagli armenti,
per andar a svernar verso le Puglie,
quando poi viene la stagione calda,
ritornano agli Abruzzi sopra i monti.
 
La migrazione è detta transumanza,
dura parecchi giorni di cammino,
la mandria pascolando pascolando
per il tratturo piano piano avanza.
 
" Serpentone verde " da papà chiamato,
per le curve che fa lungo il cammino,
gigante pieno di storia e di racconti,
che da migliaia di anni fù tracciato.
 
 
Io abitavo affianco ad un tratturo,
ad una casa rossa cantoniera,
c'era un torrente, c'era una fontana
e la vicino una cantinella pure.
 
Vicino casa facevano accampamenti,
con i cavalli, pali, mazzocchi e reti,
tende e coperte per dormir la notte,
caldaie, secchi, funi e guarnimenti.
 
A volte con il suono dell'organetto
si sentiva cantar canzoni in coro,
sopra le note di motivi antichi,
prima del riposo della notte.
 
Ricordo sempre quei bei cani,
bianchi e quasi a pecore somiglianti,
allerta sempre e pronti ai comandi,
i " pastori abruzzesi maremmani ".
 
Il destino mi portò a mete lontane,
lontano da casa e da quei luoghi,
girando per il mondo per lavoro,
come si usava allora per trovar pane.
 
Dopo tanti anni poi ci son tornato,
in quei luoghi dove avevo il cuore,
poco è rimasto più come una volta
e son rimasto afflitto e sconsolato.
 
La casa rossa è quasi diroccata,
la fontanella è coperta dagli anfratti,
la cantinella è chiusa da tanti anni
e l'acqua del torrente si è seccata.
 
In certe zone prima tanto belle,
dove mi ricordavo fosse il tratturo,
non mi ci raccapezzo, guardo intorno...
è scritto solo sopra le tabelle.
 
Il " serpentone verde " ora è malato,
che altri serpenti neri a strisce bianche,
che il progresso alleva giornalmente
a tanti parti l'hanno morsicato.
 
Ma quello che ci resta dei tratturi
basta per fare belle passeggiate,
anche per fare belle cavalcate,
per chi rispetta e ama la natura.
 
    Nicola PICCIRILLO


Forse una delle ultime immagini di una transumanza con in fondo un pezo della "Casina Rossa".
 


In questa foto un pò il riassunto della sosta . ( da : Altri Itinerari -Volturnia ed.)


                           LA  CICOGNA  
 
 
                La cicogna è un bell'uccello
                che sà fare il brutto e il bello,
                fà nidiate sui camini,
                sà portare anche i bambini.
                Ma la mia fù assai distratta
                che correndo come matta,
                mi portò la proprio dove...
                già ne aveva portati nove!
                E mio padre inviperito
                esclamò puntando il dito:
                quest'uccello è ormai una rogna!
                e castigò quella cicogna.
               Alla scuola ero svogliato,
               il maestro, quell'ingrato,
               pure se saltavo un rigo
               era pronto già un castigo,
               ed io rosso di vergogna
              detestavo la cicogna.
              Quando feci il militare,
              tutti i giorni a ramazzare,
              un tenente di Bologna,
              il sergente una carogna,
              mi facean pulir la fogna!
             Accidenti alla cicogna.
             Poi conobbi una ragazza
             che di me s'invaghì pazza,
             io fissai i suoi neri occhioni,
             lei fissò i miei marroni,
             ringraziammo la cicogna
             e lei arrivò con pompa magna.
 
                                   Nicola PICCIRILLO
      

      

 


L' INVERNO
 

La notte consegna al giorno una mattina,

non più quella natura brulla e stanca,

ma, come se la notte , una fatina,

l'abbia coperta da una coltre bianca.

 

La neve che vien giù lenta e copiosa,

si adagia sulle siepi e sopra i rami,

cela sotto di sè quasi ogni cosa,

dà così vita a splendidi ricami.

 

Un uomo esce dalla sua cascina

imbacuccato e torna dopo un poco,

tutto ansimante e con una fascina,

legna che è necessaria per il fuoco.

 

L'inverno è il tempo del riposo,

tutto è in oblìo, giornate fredde e corte,

per gli animali è poco generoso,

per i più deboli può essere la morte.

 

Un fumaiolo fuma e fuma tanto,

stà ad indicar che in casa c'è la vita,

sta nevicando ancora così tanto

che l'orma di poc'anzi è già sparita.

 

Ma spesso il bello poi non dura tanto,

un dì viene la pioggia e poco a poco,

comincia a deturpare quell'incanto,

come una strega trama il brutto gioco.

 

Ma al torrente questo non va giù!

Si gonfia brontolando e con le ore

diventa scuro e arcigno sempre più,

minaccia e corre a valle con fragore.

 

Coi vortici lambisce ormai la sponda,

trascinando con sè fango e detriti,

torbido e con frastuono a tratti esonda,

e lungo l'alveo gli arbusti son spariti.

 

Col tempo e il sole la neve è tutta sciolta,

l'alveo e il torrente han cambiato aspetto,

limpida è quasi l'acqua un'altra volta

e si trastulla allegra al nuovo letto.

 

Si alternano gli eventi e via via...

c'è un altro evento, un'altra bella cosa:

la fontanella che pria tanto restìa...

adesso è diventata generosa.

 

 

      Nicola PICCIRILLO


          
 
 
          LA BESTEMMIA
 
Sfogo di rabbia! Si è sempre detto,
ma di sfogarsi ci son tanti modi,
non dico in quei momenti cantar lodi,
ma non usar linguaggio maledetto.
Si è pronti ad inveir senza ragione,
contro di chi in ciò non c'entra niente
quel che ripugna è spesso ricorrente:
sfogarsi proprio con la religione!
Questo è un linguaggio grezzo ed abituale,
è il vezzo che condisce il mal parlare
che l'uomo è mai riuscito a debellare....
Quel brutto e ricorrente morbo orale.
 
 
    Nicola PICCIRILLO


     L’ARCOBALENO
 
Un arco di colori che lì appare,
 sospeso sotto un cielo incerto e grigio,
dice leggenda che è di buon auspicio
ed al bel tempo ormai si può sperare.
 
Come un amor per chi si illude e spera,
nasce raggiante da inebriargli il cuore,
và per seguirlo e vede con rancore…
mai si raggiunge, è come una chimera.
 
       Nicola PICCIRILLO


 

L'opera si divide in due parti. Nella prima l'autore si è avventurato all'interno di complesso sistemi di culti esistenti dentro la Grotta di Santa Lucia fin dalla preistoria, di cui gli ultimi sono quelli cristiani attuali di Santa Lucia e di San Michele. Nella seconda parte l'autore ripercorre le vicende delle reliquie di Santa Lucia da quando furono trafugate da Siracusa, cercando di districare una storia complessa attraverso la rilettura di documenti medievali e leggende. Affronta, poi, il tema del culto in Italia e nel Nord Europa, arricchendolo di leggende, di tradizioni, di folklore e di taumaturgia.




Questo libro si propone di illustrare alcuni aspetti del sentimento religioso del nostro paese, come esempio del cammino culturale delle genti più umili delle regioni meridionali. Un cammino che ha consentito a piccolissime realtà sociali, come la nostra, di sopravvivere nei secoli, mantenendo un'identità precisa tramandata nel tempo e in qualche modo giunta fino a noi. Di fronte al pericolo della scomparsa irrimediabile di segni e valori antichi, la lettura di questo libro può essere utile per ricordare e riflettere sul passato, per capire meglio il presente e riconoscervi, magari sfigurati e distorti, i tratti dell'ultimo erede delle passate generazioni.